L’ incontro con Slow Food, la condivisione , il progetto ape slow

alla memoria del Prof. P.Genduso

Un’ ape che ha avuto 50 milioni di anni di evoluzione non può essere legata al battito di ciglia che è la vita di un singolo essere umano.
Di fatto risale a 50 milioni di anni fa la separazione della Sicilia Occidentale dal Nord Africa, nei cui territori è presente l’ ape intermissa dalla quale discende l’ Apis mellifera sicula. Tutti gli apicoltori che con passione abbiamo abbracciato questo progetto, la Soat di Collesano, gli Istituti di ricerca siamo stati importantissimi per il reinserimento dell’ ape sicula, ma Slow Food è stato certamente indispensabile perché è stato motore e collante del reinserimento sull’ intero suo territorio d’ origine.
Nasce l’ idea del progetto Ape Slow, coinvolgiamo il CRA – API che sarà capofila, l’ IZS di Palermo, la Regione Sicilia attraverso la Soat di Collesano, le Università di Palermo e di Catania, Slow Food ed apicoltura Amodeo.
Viene costituita un’ associazione che oggi conta 240 apicoltori, mettiamo in atto il primo progetto al mondo di reinserimento massivo di una sottospecie d’api nell’ intero territorio d’ origine attraverso l’ inserimento di 21.000 celle reali provenienti dalle linee genetiche di ape sicula totalmente conformi presenti sulle isole già insediate.
Già nel 2014 uno screening degli allevamenti d’ape in Sicilia Occidentale mostrava una conformità genetica per l’ ape sicula tra il 75 % e l’ 80 %, mentre ad esempio uno screening nella stagione di fecondazione di S. Vito Lo Capo (TP) mostrava già nel 2013 che il 50 % delle famiglie d’ api avevano una conformità genetica per l’ ape sicula >= al 95 %.
Oggi grazie all’ entusiasmo di tutti noi apicoltori sono state insediate con nuovi ceppi relitti di api sicule oltre alle isole di Ustica, Alicudi, Filicudi, Vulcano da me già insediate, anche le isole di Stromboli, Panarea, Linosa, Lampedusa e l’ isola di Marettimo sta per essere insediata. Inoltre sono in funzione tre stazioni di fecondazione condivise ed autorizzate dai sindaci e dalla Regione Sicilia.
La presenza di tante linee genetiche separate consente la definitiva uscita dal collo di bottiglia genetico iniziale, e crea la possibilità di ottenere api con alta vigore produttivo non legato al deleterio utilizzo dell’ ibridazione, operando semplicemente l’ incrocio tra ceppi puri della stessa sottospecie senza però alcun legame parentale.
L’ ape sicula è oggi certamente in sicurezza.
L’obiettivo futuro è quello di portare la conformità genetica delle stazioni di fecondazione e dell’ intera Sicilia Occidentale a livelli di purezza sempre più simili a quelli delle isole finchè l’ intera popolazione d’ api della Sicilia Occidentale ritrovi appieno la propria identità.
E se questo non è amore …

Carlo Amodeo

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Pagine associate, segui i seguenti link:

Stato dell’ ape sicula 

L’ opposto cammino dell’ Apis mellifera sicula

Forum Apicoltori

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