Stato dell’ ape sicula

Ogni apicoltore dovrebbe adottare la sottospecie originaria del proprio territorio, tanto più se in quel territorio è insito un buon livello di conformità genetica di quella sottospecie.
Qual’ è l’ ape migliore del mondo? Se un’ape mi produce il 20 % in più di miele ed ho una moria del 30 % di alveari ho avuto un guadagno ? Questa è solo una delle infinite incognite odierne nella valutazione di una sottospecie di ape che fino a qualche decennio fa non esisteva.
Come mai, l’ ape mellifera, una degli animali più antichi del mondo, che ha superato la glaciazione ed il diluvio universale, oggi si trova in così gravi difficoltà di sopravvivenza e di produttività?
Di seguito elencherò la tecnica del non-fare, che ha consentito all’ ape sicula di ritrovare se stessa, reinsediare i territori di origine (Sicilia Occidentale) di essere in grado di sopravvivere indipendentemente dalle cure dell’ apicoltore.
Con la varroa è iniziato un trend negativo legato alla globalizzazione delle patologie e dei parassiti delle api, l’ incremento esponenziale delle virosi legato all’ avvento della varroa,vespa orientalis, vespa velutina, gruccioni, aethina tumida … si vanno aggiungendo alle vecchie patologie che si sommano ai problemi antropici, alle mutazioni climatiche, ai neonicotinoidi, erbicidi ecc…
Nonostante tutto ciò, credo che il problema principe sia l’ ibridazione più o meno massiva di tutte le sottospecie di api autoctone del pianeta, di fatto l’ ibridazione riduce la capacità di fissare e trasmettere, ogni forma di adattamento e di resistenza acquisita.
L’ ape mellifera è l’ unico animale da allevamento intensivo il cui accoppiamento avviene in volo, ciò rende oggi tranne rari casi (isole prive di fauna apistica), impossibile a causa delle vendite di api regine con scambi da ogni parte del mondo controllare la paternità, andando incontro ad una potenziale scomparsa dell’ identità di sottospecie di api anche molto diffuse, che hanno visto infranti i confini geografici che per milioni di anni avevano consentito di moltiplicarsi, selezionarsi, adattarsi nel connubio ape-ambiente.
L’ estrema varianza genetica che fino ad alcuni decenni fa era presente in natura grazie alle barriere geografiche e ad un mondo non globalizzato, ci fa comprendere quanto la natura sia infinitamente lungimirante rispetto all’ uomo, che facendo sulle sottospecie d’ api più diffuse la selezione spinta di pochissimi fattori produttivo- comportamentali ha reso proprio le sottospecie maggiormente allevate, anche le più fragili riducendone la varianza genetica.

Carlo Amodeo

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L’ opposto cammino dell’ Apis mellifera sicula 

L’ incontro con Slow Food, la condivisione , il progetto ape slow alla memoria del Prof. P.Genduso

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