L’Ue vuole bandire tre pesticidi neonicotinoidi: “Fanno male alle api”

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L’Ue vuole bandire tre pesticidi neonicotinoidi: “Fanno male alle api”

Vietare tre pesticidi su tutti i campi dell’Unione Europea. È l’obiettivo di una bozza di regolamento su cui si sta lavorando in Commissione europea. Il voto è previsto a maggio

Sono sospettati di avere un impatto negativo sulla salute delle api e delle loro colonie. Ed è il motivo per cui si potrebbe presto arrivare a vietare tre pesticidi neonicotinoidi su tutti i campi dell’Unione Europea. Mentre sarà ancora possibile utilizzarli unicamente all’interno delle serre. Questo è, almeno, l’obiettivo di una bozza di regolamento su cui si sta lavorando in Commissione europea.

Non è la prima volta che i tre neonicotinoidi in questione (clothianidina, imidacloprid e tiamethoxam), prodotti da Bayer e Syngenta, finiscono nel mirino di Bruxelles. Una parziale e limitata restrizione era già stata decisa nel 2013, quando l’Unione ne ha proibito l’impiego sulle colture che attraggono le api per due anni. Tuttavia anche in quel caso erano state concesse delle deroghe. E, stando a una inchiesta portata avanti sempre da Politico, delle 58 autorizzazioni speciali concesse a 13 paesi (Italia compresa), ben 45 erano state chieste dai produttori di pesticidi o da agricoltori da loro supportati.

La scelta presa nel 2013 poggia le basi su un report stilato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che ha messo in evidenza gli effetti negativi di questi insetticidi sulle colonie di api. Ma che presenta alcune lacune per via delle carenza di dati disponibili. Da qui la necessità di un’ulteriore e approfondita analisi da parte dell’EFSA che è in corso. I nuovi risultati sono attesi in autunno e ingloberanno più di 700 studi condotti in materia. Intanto, come se non bastassero i pesticidi, le produttrici di miele sembrano non avere pace. Perché un’altra minaccia per la loro vita arriva dai fungicidi sfruttati nei mandorleti. Una ricerca che sarà pubblicato in settimana sul Journal of Economic Entomology dimostra, infatti, che nel giro di dieci giorni le api (Apis mellifera) esposte a dosi comuni del fungicida a base di iprodione muoiono a un tasso due o tre volte superiore rispetto a quelle non esposte.

Il 2016 è stato in Italia l’anno nero per le api, sostiene il Consorzio nazionale apicoltori (Conapi). E per il presidente del consorzio, Diego Pagani, le cause sono sostanzialmente due: “I cambiamenti climatici, di cui le api sono il primo sensore, e l’abuso di pesticidi in agricoltura, che provoca il fenomeno dello spopolamento improvviso di intere colonie”, ha spiegato a Repubblica.

 

 

Fonte: galileonet.it

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